STORIA DELL’ASTRONOMIA

La storia e le scoperte nel sistema solare dalle origini ai nostri giorni

di

Davide Mauro


Le civiltà antiche

 

Le origini

Sin dagli albori della civiltà l’uomo ha sentito l’esigenza di conoscere il mondo circostante e di capire i processi che lo regolano. La conoscenza dei moti celesti del sole, della luna, e dei pianeti ha subito destato interesse tra gli antichi popoli da cui proviene il primo contributo a questa scienza. Maya e Inca, Assiro-Babilonesi, Egiziani e Cinesi furono i primi grandi conoscitori del cielo; ognuno di questi popoli nell’ambito della loro cultura sviluppò un’astronomia per i tempi assai avanzata, non solo per gli studi, ma anche per la costruzione di monumenti religiosi dedicati all’indagine del cielo.

moti del sole

 

I Cinesi

L’antica astronomia cinese è famosa in tutto il mondo soprattutto per la grande tradizione documentativa delle osservazioni astronomiche sin dal 2000 a.C, si ha infatti la registrazione di una eclissi di sole risalente al 1217 a.C. Questo popolo osservò anche altri fenomeni come i passaggi di comete o l’esplosione della supernova del Granchio del 1054; crearono anche un calendario lunisolare composto da 360 giorni a cui venivano aggiunti 5 giorni epagomeni, anche se poi non riuscirono mai ad essere precisi come altre civiltà antiche.

  M1 Nebulosa del Granchio

 

Maya, Inca, Aztechi

Anche nel centro america si svilupparono delle civiltà che raggiunsero una cultura e un gradoQuetzal il Serpente Piumato di civiltà assai elevato. La loro astronomia seppur sviluppatissima non poté purtroppo dare dei contributi alle altre civiltà, rimanendo confinata in un lungo isolamento sino ai tempi della scoperta dell’america. Anch’essi sono famosi per la costruzione di diversi templi e piramidi dedicati agli dei del cielo, il loro culto difatti era assai legato a Venere identificato con la divinità nota come “serpente piumato”. Difatti proprio sui moti di questo pianeta si sviluppò un preciso calendario astronomico scoprendo in particolar modo che ogni 8 anni il pianeta compie 5 rivoluzioni sinodiche (di 584 giorni); la scoperta e la precisione con la quale determinarono ogni singola rivoluzione del pianeta è veramente sorprendente per i tempi. Inoltre riesce a sorprendere anche il fatto che avessero creato dei precisissimi almanacchi astronomici sempre sul ciclo di Venere con l’errore di un giorno in 6.000 anni! Si sa inoltre che questi popoli riuscivano a determinare i giorni in cui si poteva avere maggior probabilità di eclissi, assai temuti dagli antichi. Prevedevano anche le stagioni, i solstizi e gli equinozi, e i loro templi erano perfettamente allineati con la levata del sole in determinati giorni dell’anno. Del loro calendario si può dire solo che era formato da 18 mesi di 20 giorni con 5 giorni addizionali, l’anno risulta difatti di 365,242 giorni (il valore reale è di 365,2422 giorni!) quindi molto preciso.

 

Gli Assiri e i Babilonesi

I primi segnali di una civiltà assiro-babilonese ben sviluppata si hanno sin dal 2500 a.C. questo popolo dimostrò subito di possedere degli eccezionali astronomi dando dei contributi anche agli egizi e agli indiani. 

La necessità di perfezionare le conoscenze in questo campo non proveniva solamente dalla Stele babilonese necessità di avere un buon calendario a cui riferirsi, ma soprattutto da motivazioni astrologiche. In tal senso erano gli stessi sovrani che richiedevano agli astronomi di corte delle previsioni astrologiche per qualsiasi evento futuro. Fu quindi la necessità di dover prevedere la posizione di luna e pianeti, di capire le eclissi di sole e luna ritenuti eventi infausti, a far perfezionare le conoscenze e le ricerche anche nell’impossibilità di stabilire veramente ove il cono d’ombra potesse cadere; difatti si poteva prevedere la probabilità delle eclissi ma senza troppa certezza. Essi pur non avendo a disposizione strumenti di precisione, intuirono teoricamente il moto apparente dei pianeti basandosi sulla posizione di alcune stelle di riferimento nel cielo. Gli astronomi quindi scoprirono i periodi sinodici dei pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno con un semplice errore di alcuni giorni; tuttavia la precisione era sufficiente ad ottenere delle previsioni riportate poi su tavolette effemeridi dalle quali si poteva sapere quando un pianeta era stazionario in cielo o in opposizione. Del moto lunare compresero anche che dopo un certo tempo la luna ed il sole si ritrovano in posizioni identiche rispetto ad un punto (punto gamma o nodo); si accorsero in particolare che le fasi avevano dei tempi ben definiti, intuendo quindi che sia il sole la terra e la luna si ritrovano nella medesima posizione ad ottenere delle eclissi. Questa scoperta si riferisce al ciclo di Saros ossia che dopo 223 lunazioni quindi dopo 18,10 anni, la luna ricomincia il ciclo rispetto i nodi, e le eclissi si ripetono uguali.  

Essendo assai pratici anche nei calcoli determinarono la durata del mese sinodico lunare con errori di 30 secondi d’arco in 5000 lunazioni! La loro abilità nello studio del cielo li portò ad identificare la fascia dello zodiaco e l’eclittica da essi chiamata “via del sole” in cui trovare i pianeti. Questa fascia poi venne divisa in 360 parti, una per ogni giorno dell’anno; parte anche da loro l’uso del sistema sessagesimale. Ebbero poi la giusta intuizione nel raggruppare le stelle in costellazioni dando anche dei nomi.  

Ziqqurat, i templi Babilonesi

Furono i primi a dividere il giorno in 24 ore, anche se per loro il giorno cominciava la sera, mentre il mese all’emergere della luna alle luci del tramonto subito dopo il novilunio. Fissarono quindi un calendario di 12 mesi lunari di 29 e 30 giorni alternati in maniera non regolare, ottenendo la corrispondenza con l’anno tropico. Il primo giorno dell’anno invece cominciava con il plenilunio di primavera. Naturalmente anch’essi ebbero bisogno d’intercalare altri mesi aggiuntivi per far tornare i conti.

 

Gli Egiziani

Le conoscenze astronomiche degli egiziani, a parte la loro fama nella costruzione delle piramidi e di altri monumenti allineatiMaschera di Amon con le stelle, presenta come punto di forza il calendario. La loro vita era fortemente legata a quella del fiume Nilo con le periodiche alluvioni. Questi eventi avvenivano con una certa costanza in genere ogni 11 o 13 lunazioni, ma ci si accorse anche che l’inizio delle inondazioni avveniva quando s’alzava nel cielo la stella Sirio (Sopdet per gli egizi) con un errore di 3-4 giorni al massimo. Con questo riferimento sorsero diversi calendari, il primo era il calendario lunare di 354 giorni con mesi di 29 o 30 giorni. Ma nel tempo si notarono errori di calcolo, così ne fu introdotto un secondo definito calendario civile di 365 giorni con 30 giorni ogni mese e 5 epagomeni ogni anno. Ma anche questo calendario mostrava qualche differenza con la realtà. Così fu introdotto un ultimo calendario ancora più preciso che possedeva un ciclo di 25 anni in cui veniva aggiunto un mese intercalare nel 1°, 3°, 6°, 9°, 12°, 14°, 17°, 20°, e 23° anno di ogni ciclo. Questo calendario così preciso fu anche usato da Tolomeo nel II sec. d.C. e preso di riferimento sino ai tempi di Copernico. Da ricordare che i mesi di 30 giorni erano divisi in settimane da 10 giorni e in 3 stagioni di 4 mesi detti: mesi dell’inondazione, mesi della germinazione, mesi del raccolto.

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